8° GIORNO | 27 GIUGNO | BUS OWNERS

“Il governo ci offre circa 10000 euro come risarcimento per i nostri autobus.
Li comprano per distruggerli. Non mi interessano i soldi, a costo di tenerli in garage.”
Di proprietari così ce n’è una quarantina.
Hanno molte cose in comune.
Rappresentano la terza o quarta generazione di proprietari d’autobus, l’autobus era in casa ai tempi del nonno.
Sono diventati meccanici, per passione o per necessità economica di risparmio.
Il 2 luglio devono restituire la targa.
Forse otterrranno il permesso di usare l’autobus per scopi non commerciali, per portare a spasso la famiglia una volta al mese.
La capienza dell’autobus da quaranta posti verrà ridotta e omologata a sedici persone.
Forse verranno dispensati dai costi dalla targa per mezzi d’epoca, 37000 euro.
Di fatto non sanno ancora niente di quel che succederà nei prossimi mesi.
Uno dei due bus owners con cui abbiamo parlato oggi sta restaurando in garage uno dei suoi autobus. Conta di metterci sei mesi. Un altro ci ha mostrato il suo gioiello, un Thames del 1965 che è, ad oggi, il più antico autobus di Malta in funzione. Fino a domenica.

6° GIORNO | 25 GIUGNO | COLLEZIONISTI

Abbiamo intervistato George Cini, giornalista del Malta Times e autore del libro It-triq li darba xeghlet il-Belt, a proposito di come le cose vanno e vengono, e di come quando se ne vanno per sempre prima o poi tocca rimpiangerle.

Il pomeriggio lo abbiamo passato con Marco Zammit, autore di queto monumentale sito:

http://maltabuses.piwigo.com/

Con una cura talvolta inquietante è stato fotografato e catalogato ogni singolo autobus maltese. Uno ziggurat di fotografie scattate per l’occasione, oppure recuperate dagli stessi autisti, da archivi storici, da bus enthusiasts inglesi.
Anche all’ultimo dei cadaveri qualcuno ha pietosamente pensato di dare un nome o una targa:

5° GIORNO | 24 GIUGNO | STRADA STRETTA

Abbiamo passato la mattina facendo più volte il percorso completo del 63, con un Dodge del 1955, intervistando l’autista mentre guidava.
Il pomeriggio, per prepararci all’intervista di domani lo abbiamo speso a Valletta, a Strait Street, Triq id-Dejqa o se preferite Strada Stretta, come anche i maltesi la chiamano.
Era la strada per il divertimento dei marinai britannici e americani, la cui era d’oro termina intorno ai 70. Bordelli, bar, night clubs, dance halls. Tutto finito. Ma esistono dei fossili:

4° GIORNO | 23 GIUGNO | GARAGE

Siamo ritornati con Joey al terminus di Valletta.
Ci ha mostrato i suoi bus preferiti.
Poi siamo stati in un garage a Luqa dove sono stati restaurati bus classici. Di molti autobus originali degli anni 50 venivano tenuti solo motore e assali. Le carrozzerie esterne sono state realizzata da una serie di garage a Malta.
Abbiamo visto un autobus nudo.

3° GIORNO | 22 GIUGNO | DI RITORNO A CASA

Tutte le linee che iniziano per 6 sono quelle che vanno verso St.Julian e Sliema. Sono i posti con maggiore concentrazione di alberghi, i più turistici insieme alla zona di Mellieha.
La fermata dell’autobus 62 è la più affollata di Valletta.
L’impressione è ci siano progressivamente meno autobus, che qualcuno abbia iniziato a dire: sono gli ultimi dieci giorni, lasciamo perdere.
Il servizio èeffettivamente terribile. L’autista e il suo assistente tamarro (il fratello minore, il cugino) continuano a urlare: move back, move back please.
Sembra quasi che vogliano racimolare ogni euro possibile fino all’ultimo giorno.

3° GIORNO | 22 GIUGNO | MEET JOEY

Abbiamo passato diverse ore con la persona he ha decorato a mano tutti gli autobus di Malta.
Ci ha portato nel suo garage/magazzino.
Domani ci porta in un’officina e poi a spasso tra gli autobus al terminal bus, per commentarli.

Ora siamo in pausa per due ore.
Nel frattempo, i dintorni di dove stiamo:

2° GIORNO | 21 GIUGNO | CONVERSAZIONI

Alcune cose apprese in una congerie di conversazioni.

-Gli autobus più antichi di Malta hanno 65 anni e sono tre Thames. In particolare, il più antico, quello che abbiamo fotografato oggi, è di proprietà del signor Toni, riconosciuto da tutti come uno dei migliori meccanici d’autobus dell’isola.

-Il trasporto pubblico a Malta nasce su base privata. Ogni villaggio esprime, a partire dagli anni ’50, una famiglia che fa del trasporto di persone il business di sostentamento. Col tempo potevano esserci anche più famiglie dello stesso villaggio, in ovvia competizione.

-Per venire incontro al diffuso analfabetismo di quei giorni, i passeggeri si affidavano ai colori degli autobus, che indicavano il luogo originario della famiglia e, quindi, la destinazione. Sliema (il villaggio più popoloso dopo la capitale), ad esempio, era di colore verde e questo è il motivo per cui, quando il trasporto pubblico si conformò in una cooperativa, si decise per un verde collettivo.

-Formalmente, la tariffa più diffusa è di 47 centesimi. Gli autisti sono famosi per non dare il resto.

-L’opinione che i maltesi hanno degli autisti è effettivamente bassa. I motivi sono insistentemente gli stessi, un misto di arroganza e disonestà.

-Nel 2008, la Cooperativa dei trasporti di Malta, l’APT, perde definitivamente la simpatia dei maltesi. Tutto accade con uno sciopero dei taxi, dovuto ad una proposta di liberalizzazione delle licenze. A loro si affianca la categoria dei guidatori di carri funebri (altro monopolio). Ad essi, per solidarietà, si affiancano infine anche i bus drivers, lasciando a piedi l’isola per due mesi. Ultimo chiodo sulla bara dei rapporti tra bus drivers e maltesi.

-Esistono bus drivers e bus owners. Un singolo bus owner può arrivare ad avere anche cinque mezzi e fino a venti persone che lavorano per lui. Un bus driver oggi ci ha raccontato che una giornata di lavoro (all’incirca dieci ore) gli frutta tra i 50 e i 60 euro. Quello che Arriva, la nuova società, propone economicamente ai nuovi guidatori è una paga settimanale di 220 euro. Una settimana corrisponde a sei giorni lavorativi e ad un monte di cinquantadue ore.

-Uno dei nuovi autobus di Arriva era in esibizione oggi in una strada del centro di Valletta. A fianco, uno stand davvero affollato di persone che si informavano sulle nuove fermate e sui nuovi orari.

-Una responsabile di questo stand ci faceva notare che, per riprendere i nuovi autobus di Arriva, avremmo avuto bisogno di un permesso speciale. A nostra volta, le abbiamo fatto notare che questo permesso speciale è un concetto che possono far valere in Cina, e forse in Kazakistan, paesi in cui si può imporre a un operatore la posizione del cavalletto.

-Abbiamo chiesto agli autisti in piazza, a Valletta, se avessero un club o una sede sociale. Ridendoci in faccia e indicando il bar alle loro spalle, ci hanno detto che era quella la loro sede sociale, e non ha neanche il cesso.

-Effettivamente tutti gli autobus sono stati decorati calligraficamente da un’unica mano, il signor Joey. Lo incontriamo domani.