(QUASI) UN ANNO DOPO

Il montato è finito.
La musica è di Egle Sommacal.
L’anteprima è al festival Peraspera, lunedi 18 giugno, h20.

15°GIORNO | 5 LUGLIO | RITORNO

Sui giornali continua la non appassionante polemica sui disservizi della nuova compagnia.
Se anche appare una foto dei vecchi bus qualcuno commenta nella didascalia che, tutto sommato, non saranno rimpianti.
Siamo riusciti a trovare e fotografare vecchi autobus abbandonati da 20 anni.
Abbiamo quasi 30 ore di girato.

13° GIORNO | 3 LUGLIO | SOUTH WEST

Il primo giorno di servizio di Arriva ha generato centinaia di commenti sul sito del Malta Times (segnaliamo il sottotitolo: One of the drivers said he was being made to wear long sleeves to hide his tattoos. Another said he was made to take off his two earrings).

Più laconicamente siamo stati nella parte meno collegata da strade di Malta, la parte meridionale della costa occidentale, a fotografarne paesaggi. Dopo un labirinto di sedicenti statali punteggiaate da vecchi autobus parcheggiati qui e la ci siamo spartanamente inerpicati per terre incognite. Bunker della seconda guerra mondiale, bacini dismessi, aeroporti abbandonati, retro di parchi tematici della Playmobil, inferriate di sfasciacarrozze protette da teste di bambole, cale ammorbate da carogne di animali.

13° GIORNO | 2 LUGLIO | SWITCH (OFF)

Oggi era l’ultimo giorno degli autobus maltesi. Li abbiamo seguiti e anticipati a Cirkewwa, a Ghallis Tower, a triq Wettinger. Abbiamo reincontrato il Perkins di George, uno degli autobus più fotografato dell’isola. Ci dice che è riuscito a venderlo a degli inglesi, 40000 euro. Non sa dirci in che città andrà a finire e a fare cosa.
Il servizio era effettivo anche oggi, più o meno regolarmente. Abbiamo seguito un autobus da Rabat a Valletta. Non era possibile entrare nella solita piazza. Gli autobus dell’ATP hanno aspettato di partire per l’ultima corsa in un viale a parte. La piazza del tritone era transennata per la festa di presentazione della nuova compagnia. Una fila di autobus fiammanti attendevano di entrare nel nuovo terminal, a conclusione dei discorsi di due oratori, tra grandi proiezioni, fuochi d’artificio e un paio di classi di bambini con i palloncini. A seguire, e solo su invito, l’area del palco si è trasformata in una festa privata con jazz e camerieri con tartine, per inaugurare un servizio pubblico.
Una specie di ritrovo di notabili, a festeggiare la modernità, il nuovo, gli affari. Due strade più in là, in un buio malevolo e irreale gli ultimi 60 autobus di Malta concludevano il loro servizio dopo più di 60 anni di carriera, caoticamente affollati come sempre e salutati da una batteria di fotografi, fanatici e nostalgici, noi inclusi.
Senza neanche un colpo di clacson, l’ultimo autobus, un 62, è partito alle 23 da triq Sarria. Nel frattempo nella piazza del tritone le vecchie paline venivano abbattute con un flex e la forza bruta di un paio di operai che le facevano oscillare fino a spezzarle.
Non erano contenti di essere ripresi. Ci hanno detto: stop, abbiamo detto: no.
In culture più primitive o più evolute di questa ciascuno di quegli autobus avrebbe meritato un altare. Stanotte hanno aspettato al buio e nascosti dagli alberi l’ultima messa in moto.

11° GIORNO | 30 GIUGNO | WORKERS UNION

Tutti qui ci hanno detto che il problema, più che i bus, sono i bus drivers. Arriva, la nuova compagnia ha usato come slogan tailoring new bus drivers for a better service. Di fatto non potevano licenziare in massa centinaia di persone, insieme alle loro famiglie e ai relativi voti. Il risultato è che ai bus drivers di ATP, la vecchia compagnia, è stata offerta una prelazione per diventare autisti di Arriva. L’impressione latente però è che vogliano mettere in riga o vendicarsi di questa gente. Quindi, al di là del sostanziale abbassamento della paga, il problema sembra essere il nuovo roster, il calendario dei turni. Siamo andati a una riunione del sindacato affollata da circa 300 persone, nuovi autisti Arriva e vecchi autisti ATP. Questi ultimi, in particolare, raramente pesano meno di un quintale e non hanno la faccia di qualcuno con cui avere discussioni. La riunione è stata incandescente, ed è finita, letteralmente in urla, pianti e mani addosso. La nostra camera è stata mal tollerata e da qui in poi parlare con gli autisti si fa difficile. Domani è l’ultimo giorno dell’ATP. Di fianco alla fontana del tritone è già stato montato il palco per l’inaugurazione del nuovo servizio, domenica mattina.

10° GIORNO | 29 GIUGNO | VENDETTA

Siamo stati a casa dell’organizzatore del Malta truck rallly. Non abbiamo parlato di mezzi d’epoca. Piuttosto del rapporto tra la lobby dei proprietari d’autobus e il governo in carica. Così felice di poter dire di aver posto un freno all’arrogante monopolio dei trasporti. Così felice di aver sgominato questa banda di famiglie al limite dell’accettabilità sociale, indegne di un paese moderno e europeo. Durante la conversazione l’aggettivo più usato per descrivere l’atteggiamento del governo è stato vindicative
In ogni caso è troppo tardi. Questi sono gli ultimi tre giorni di un’era.

9°GIORNO | 28 GIUGNO | NORD

Ieri siamo stati nel nord di Malta per alcune riprese descrittive. Niente da dire, questo posto è bello.

8° GIORNO | 27 GIUGNO | BUS OWNERS

“Il governo ci offre circa 10000 euro come risarcimento per i nostri autobus.
Li comprano per distruggerli. Non mi interessano i soldi, a costo di tenerli in garage.”
Di proprietari così ce n’è una quarantina.
Hanno molte cose in comune.
Rappresentano la terza o quarta generazione di proprietari d’autobus, l’autobus era in casa ai tempi del nonno.
Sono diventati meccanici, per passione o per necessità economica di risparmio.
Il 2 luglio devono restituire la targa.
Forse otterrranno il permesso di usare l’autobus per scopi non commerciali, per portare a spasso la famiglia una volta al mese.
La capienza dell’autobus da quaranta posti verrà ridotta e omologata a sedici persone.
Forse verranno dispensati dai costi dalla targa per mezzi d’epoca, 37000 euro.
Di fatto non sanno ancora niente di quel che succederà nei prossimi mesi.
Uno dei due bus owners con cui abbiamo parlato oggi sta restaurando in garage uno dei suoi autobus. Conta di metterci sei mesi. Un altro ci ha mostrato il suo gioiello, un Thames del 1965 che è, ad oggi, il più antico autobus di Malta in funzione. Fino a domenica.

6° GIORNO | 25 GIUGNO | COLLEZIONISTI

Abbiamo intervistato George Cini, giornalista del Malta Times e autore del libro It-triq li darba xeghlet il-Belt, a proposito di come le cose vanno e vengono, e di come quando se ne vanno per sempre prima o poi tocca rimpiangerle.

Il pomeriggio lo abbiamo passato con Marco Zammit, autore di queto monumentale sito:

http://maltabuses.piwigo.com/

Con una cura talvolta inquietante è stato fotografato e catalogato ogni singolo autobus maltese. Uno ziggurat di fotografie scattate per l’occasione, oppure recuperate dagli stessi autisti, da archivi storici, da bus enthusiasts inglesi.
Anche all’ultimo dei cadaveri qualcuno ha pietosamente pensato di dare un nome o una targa:

5° GIORNO | 24 GIUGNO | STRADA STRETTA

Abbiamo passato la mattina facendo più volte il percorso completo del 63, con un Dodge del 1955, intervistando l’autista mentre guidava.
Il pomeriggio, per prepararci all’intervista di domani lo abbiamo speso a Valletta, a Strait Street, Triq id-Dejqa o se preferite Strada Stretta, come anche i maltesi la chiamano.
Era la strada per il divertimento dei marinai britannici e americani, la cui era d’oro termina intorno ai 70. Bordelli, bar, night clubs, dance halls. Tutto finito. Ma esistono dei fossili: